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Crediamo che sia importante, in questo periodo in cui il Pd si sta organizzando eleggendo i propri vertici, comunali, provinciali e regionali, porre alcune questioni importanti in merito alla necessità di rappresentare i territori. Tutti quei territori che contribuiscono al consolidamento e alla crescita del partito, seppur tra mille difficoltà, che tutti noi conosciamo. C’è la necessità di porre le questioni dell’area a Nord di Napoli e degli altri comuni della provincia al centro dell’agenda politica del Pd. E per farlo, credo che non si possa prescindere anche da un ruolo attivo dei rappresentanti dei comuni dell’entroterra negli organi dove si decide la linea che il Pd deve seguire. Il nostro partito, che doveva e deve essere una novità, in un panorama politico invecchiato di colpo, non può portarsi dietro gli errori del passato, quegli stessi errori che hanno decretato la fine dei partiti fatti di partecipazione e impegno in tutti i Comuni italiani. Chi, come noi, continua a far politica incontrando i cittadini e motivandoli per un impegno diretto, ha difficoltà poi a mantenere vivo l’interesse quando vede continuamente disattese le tante domande che arrivano dal territorio. C’è davvero poca attenzione verso i temi che maggiormente interessano chi vive nei comuni della provincia di Napoli e questo, forse, è dovuto anche alla mancanza di nostri rappresentanti nei luoghi dove si decide, per davvero, l’agenda politica di riferimento del Pd. Ci saremmo aspettati, per esempio, un minimo di attenzione da parte dei nostri rappresentanti istituzionali, in Parlamento, per la questione dell’alta velocità che potrebbe rappresentare un’ottima occasione di crescita per l’area a Nord di Napoli. Venerdì 13 dicembre cominceranno a passare i treni su quei binari che hanno squarciato i nostri territori; una menomazione accolta con l’auspicio che la stazione di Afragola avrebbe potuto rappresentare un’occasione di crescita, ma ora, quella stazione ci sarà o resterà un miraggio? A porsi queste domande siamo solo noi che viviamo quei territori. Manca una risposta dal Governo che dovrebbe essere sollecitato dai nostri rappresentanti. Ma, evidentemente, non lo fanno perché non sanno neanche quel che succede in quelle aree visto che molti di loro non sono neanche napoletani e non conoscono neanche il nome di Frattamaggiore, Frattaminore, Crispano, Casandrino, Afragola, Caivano, Cardito, Arzano, Casoria, Brusciano o degli altri comuni, come quelle dell’area vesuviana- nolana, che continuano a subire il Napolicentrismo della politica. E’ per questo che si chiede una maggiore attenzione verso i nostri territori, anche attraverso la partecipazione diretta di nostri rappresentanti nelle scelte strategiche del Pd che non può e non deve essere un partito Napolicentrico, ma aprirsi ai territori della provincia che non devono essere solo un serbatoio di voti a cui attingere quando ci sono le elezioni o le primarie. Se non ci sarà un’inversione di tendenza, rischiamo di perdere il consenso che, con fatica, riusciamo a mantenere nonostante il vento di Destra sospinto da un sistema dei mass media in cui sembra che esista solo Berlusconi e il Pdl.
Antonio Iozzi Paola Coppola Francesco Senese Sossio Farina Antonio Belardo Giorgio Lupicano Antonio Capasso Antonio Chianese Antonio Angelino Valerio Barbato Davide Fabiano Angelo Gennarelli
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